IL
CORPO FLESSIBILE
«Se
vuoi ottenere il benessere fisico e l'equilibrio mentale hai bisogno di
un corpo flessibile. Queste sono le due questioni più importanti
nella vita di uno sciamano, perché conducono alla sobrietà
e al pragmatismo, gli unici requisiti fondamentali per poter entrare negli
altri regni della percezione.»
«Per
avanzare nell'ignoto occorre assumere un atteggiamento coraggioso ma non
imprudente; al fine di stabilire una sorta di equilibrio tra audacia e
avvedutezza, uno stregone deve essere estremamente sobrio, prudente, capace
e in ottime condizioni fisiche.»
«Ma
perché in ottime condizioni fisiche, don Juan?» volli sapere.
«Non bastano il desiderio o la volontà di viaggiare nell'ignoto?»
«Non
nella tua stupida vita», ribattè in tono brusco. «Il
solo pensiero di affrontare l'ignoto, per non parlare poi di entrarci
dentro, richiede palle d'acciaio, e un corpo in grado di sostenere palle
del genere. A che cosa servirebbe avere coraggio se mancano la prontezza
mentale, la capacità fisica e i muscoli adeguati?»
LA
RIDISTRIBUZIONE DELL'ENERGIA
«Le
ottime condizioni fisiche che don Juan aveva sempre tanto decantato, fin
dal primo giorno della nostra associazione, derivavano dalla rigorosa
esecuzione dei Passi Magici. Secondo tutte le indicazioni questo era il
primo passo verso la ridistribuzione dell'energia interiore.
Secondo don Juan, questa ridistribuzione di energia è
la questione fondamentale della vita degli sciamani, così come
di tutti gli altri individui: è un processo che consiste nel trasportare
da un punto all'altro l'energia che esiste già dentro di noi e
viene spostata dai centri vitali del corpo che ne hanno bisogno per raggiungere
l'equilibrio tra la prontezza mentale e la capacità fisica.»
«Gli
sciamani del lignaggio di don Juan erano profondamente impegnati con la
ridistribuzione della loro energia interiore. Questo coinvolgimento non
era un impegno intellettuale, e nemmeno il prodotto di induzioni, deduzioni
o conclusioni logiche: era invece il risultato della loro capacità
di percepire l'energia come fluisce nell'universo.»
«Questi
sciamani chiamavano la capacità di percepire l'energia che fluisce
nell'universo vedere,»
mi spiegò don Juan. «Definivano l'atto di vedere
come lo stato di consapevolezza intensa grazie al quale il corpo
umano è in grado di percepire l'energia come un flusso, una corrente,
una vibrazione simile a un vento. Vedere così l'energia
è un atto dovuto al blocco momentaneo del sistema di interpretazione
caratteristico di ciascun essere umano.»
«Che
cosa sarebbe questo sistema di interpretazione?» gli domandai.
«Gli
stregoni dell'antico Messico scoprirono che ogni singola parte del corpo
umano è impegnata, in un modo o nell'altro, nel trasformare questo
flusso vibratorio, questa corrente di vibrazioni, in una sorta di immissione
di dati sensoriali. Per mezzo della sua utilizzazione, l'insieme globale
di questo bombardamento di informazioni sensorie si trasforma nel sistema
di interpretazione che permette agli esseri umani di percepire il mondo
nella maniera in cui lo percepiscono.»
«Gli
stregoni dell'antico Messico ricorrevano a una tremenda disciplina per
interrompere questo sistema di interpretazione, e chiamavano tale arresto
vedere, base fondamentale della loro conoscenza. Per loro, vedere
l'energia che fluisce nell'universo era uno strumento essenziale che utilizzavano
per elaborare i loro schemi di classificazione. Grazie a qusta capacità,
per esempio, essi consideravano l'universo esposto alla percezione degli
esseri umani come una sorta di cipolla composta da migliaia di strati;
solo uno dei quali rappresenta il mondo quotidiano degli esseri umani.
Di conseguenza, gli altri strati non solo sono accessibili alla percezione
umana ma sono anche parte integrante del retaggio dell'uomo.»
Carlos
Castaneda, in Tensegrità, Passi Magici (pag.
10-12)
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